Antiche cripte e misteriosi infernotti.
Il sottosuolo della maggior parte delle chiese situate nel centro di Torino offre a chi si inoltra nei sotterranei un interessante insieme di cripte, quasi tutte chiuse e non accessibili, adibite un tempo a luogo di sepoltura di illustri personaggi.Sotto via Garibaldi (l'antica via Dora Grossa), importanti le cripte della chiesa di San Francesco d'Assisi, nella via omonima, sull'angolo, appunto, di via Garibaldi, quella dei padri Gesuiti, sotto la chiesa dei Santi Martiri, quella molto antica della chiesa di San Dalmazzo, ma, nei pressi, sono pure rilevabili le cripte della parrocchia del Carmine e quella della chiesa di San Domenico. Nei sotterranei del Carmine vennero depositati i legni con cui veniva allestita la forca per le esecuzioni capitali.I viadotti sotterranei corrono sotto via Corte d'Appello, con i lugubri scantinati del vecchio Palazzo di Giustizia, via Santa Chiara, via San Domenico. Non privo di sorprese il sottosuolo del santuario della Consolata e delle strette vie nei dintorni della chiesa.Nei pressi di piazza Savoia, sull'angolo con via della Consolata, lo storico Palazzo Paesana è legato al "mostro dai piedi di fauno", il folle che portava le bambine negli "infernotti" per poi sopprimerle. Anche in questa zona sono state erette barriere fra le cantine, soprattutto per misure di sicurezza. In caso contrario, sarebbero comunicabili i sotterranei degli antichi Quartieri, in via del Carmine, con lunghi corridoi attraverso i quali si potrebbe raggiungere e oltrepassare il Rondò della Forca, già luogo di pubbliche impiccagioni, e puntare verso i sotterranei di via Cigna, sino a sfiorare la cripta della basilica di Maria Ausiliatrice, pure ricca di sorprese. Nel sottosuolo della chiesa è collocato un ricco reliquario, con molte tangibili memorie del mondo salesiano.La cripta della chiesa di San Filippo lascia ammirati per la sua ampiezza e la stessa via Maria Vittoria che corre dinanzi al tempio, dipartendosi da piazza San Carlo per puntare verso la riva del Po, pur interrotta da non pochi ostacoli, è di buon interesse per un'esplorazione nel sottosuolo.Vengono chiamati "Infernotti" gli scantinati più profondi delle antiche case, specialmente nel centro urbano, oggi delimitati per ciascun casamento in modo da rendere impossibile a estranei di percorrerli uno dopo l'altro, come un lungo camminamento; il sotterraneo consentirebbe di raggiungere, dalle vie trasversali, le arterie più importanti. Gli infernotti hanno ispirato romanzi popolari, racconti del terrore, descrivendo mostri, personaggi malavitosi che celavano nel sottosuolo quanto avevano rubato o vi tenevano in prigionia le loro vittime.Come si può accedere alla città sotterranea? Una guida non esiste e non può esserci, anche per ovvie misure di sicurezza, per impedire a chicchessia di infilarsi nei sotterranei per scopi non leciti.Ancora un po' di pazienza e presto potrete continuare a scoprire con noi le meraviglie della Torino Sotterranea!Credits: Archivio Renzo Rossotti