I Sotterranei del Pastiss: una scoperta storica che ha rischiato di non vedere la luce.
Era l’estate del 2015 quando è scoppiata una polemica piuttosto accesa sulla questione della costruzione del Parcheggio sotterraneo di Corso Galileo Ferraris. Durante gli scavi, gli operai che lavoravano alla costruzione del parcheggio all’altezza di Via De Sonnaz si imbatterono in una serie di reperti importanti risalenti al 1689 e in una galleria che arrivava direttamente all’antica Cittadella. Gli archeologi, considerando l’entità e la ricchezza del materiale scoperto, fecero nascere una vera e propria questione sulla continuazione o meno dei lavori di costruzione del Parking Galileo.In un primo momento, il Comune e la Sovrintendenza avevano autorizzato l’avanzamento dei lavori e la demolizione parziale della galleria ritrovata, antichi passaggi sotterranei costruiti da Pietro Micca, unico modo per raggiungere il forte del Pastiss, ma poi, a seguito di numerose proteste e petizioni, i lavori vennero fermati.Una volta sistemata la questione dell’area archeologica, i lavori per la costruzione del parcheggio sono poi ripresi. Ma i cittadini torinesi hanno dimostrato attivamente di voler proteggere i ritrovamenti e il proprio patrimonio storico, fortunatamente con l’ascolto da parte delle istituzioni.La costruzione del parcheggio ha avuto un iter complicato, tra difficoltà di realizzazione e cambi di progetto. L’apertura del Parking Galileo, non è stata soltanto l’inaugurazione di un nuovo parcheggio sotterraneo, ma è stato soprattutto il riportare alla città un pezzo di storia, salvaguardando i resti archeologici della Cittadella: parte del Rivellino degli Invalidi, la polveriera e resti di una parte dei 21 chilometri di passaggi sotterranei recuperabili, dei quali solo 4 chilometri sono attualmente visibili.Queste gallerie permettono di raggiungere uno dei patrimoni più importanti della Città, il cosiddetto Pastiss, un edificio militare del 1500 perfettamente restaurato, un bene che risulta raggiungibile attraverso un tombino e di cui davvero pochi sanno dell'esistenza.