Il Villaggio Leumann: la storia continua
Abbiamo lasciato il Cotonificio Leumann al suo periodo di grande espansione, ma Napoleone Leumann non creò soltanto un'industria con un annesso nucleo residenziale, bensì un'area ben definita in cui lavoro, famiglia, tempo libero, istituzioni sociali e previdenziali erano strettamente connessi fra loro, in un vero e proprio contesto socialmente evoluto ed efficiente. Esempi di villaggi analoghi sorsero nel medesimo periodo anche in Lombardia e in Veneto, ma il Villaggio Leumann è forse l'esempio più esteso, completo e funzionale, tale da divenire un'interessante testimonianza di carattere storico, culturale e architettonico.Purtroppo, nei primi anni settanta, la crisi occorsa al settore tessile e una gestione poco avveduta degli eredi portò alla progressiva chiusura del glorioso Cotonificio Leumann. La sorte dell'intero villaggio sembrò compromessa dallo spettro della speculazione edilizia, ma una tempestiva e consapevole operazione di mantenimento ha permesso di conservarlo pressoché intatto, nonostante la crescente e disordinata urbanizzazione circostante.La proprietà degli immobili passò allora al comune di Collegno, che ne ha garantito nel tempo la salvaguardia, nonché una regolare assegnazione delle abitazioni restanti secondo la graduatoria legata all'edilizia popolare.Il complesso, realizzato tra il 1875 e il 1907 in stile Liberty dall'ingegner Pietro Fenoglio, è costituito da due comprensori residenziali edificati accanto all'ex stabilimento tessile e ospitava originariamente circa un migliaio di persone tra operai, impiegati e relative famiglie. Attualmente, comprende ancora al suo interno 59 villini e case divisi in 120 alloggi, ciascuno provvisto sin dal principio di servizi igienici annessi e un giardino condiviso al piano terreno. Attorno alle abitazioni vennero gradualmente realizzati anche gli edifici necessari ad una piccola comunità: la scuola elementare, una palestra, i bagni pubblici, una chiesa, una cooperativa alimentare, una piccola stazione ferroviaria, un albergo e il Convitto delle Giovani Operaie. Inoltre, all'interno dello stabilimento, si trovava una mensa ma anche un ambulatorio, un asilo nido, un ufficio postale e un circolo sportivo.Fra il 1871 e il 1955 il villaggio era servito da un'apposita fermata della tranvia Torino-Rivoli, sostituita da una filovia a sua volta soppressa nel 1979. Percorrendo il tracciato rettilineo dell'antica Strada per le Gallie, la tranvia si sviluppava per circa 12 chilometri. Nel 1903 Napoleone Leumann, che già si serviva della linea per trasportare le proprie merci nel magazzino di Piazza Statuto, decise di far costruire una piccola stazione, detta la stazionetta, posta di fronte all'ingresso del cotonificio per consentire ai lavoratori pendolari di raggiungere il posto di lavoro più agevolmente. Si trattava un piccolo edificio in legno circondato per tre lati da un piccolo porticato il cui interno era originariamente costituito da un unico locale adibito a biglietteria e sala d'attesa. Alla chiusura della tranvia la stazionetta rimase a margine di quello che era diventato corso Francia e vide un periodo di decadenza diventando prima uno spogliatoio per i vicini campi da tennis e venendo poi abbandonata a sé stessa. Nel 1998 il Comune di Collegno decise di restaurarla quale unica testimonianza della cessata tranvia.Luoghi di cui vogliamo raccontarvi, in esclusiva serale, con un appuntamento da non perdere: scoprilo qui!