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La Sacra di San Michele: l’ispirazione di Umberto Eco.

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Misteri
La Pianura Padana ospita la misteriosa “Abbazia di San Michele”, posta nella “linea Sacra di San Michele”, un’asse con una lunghezza di circa duemila chilometri che si estende dall’Irlanda alla Terra Santa riuscendo ad unire setti punti strategici consacrati. La Sacra di San Michele è un imponente complesso architettonico religioso di epoca romanica e fu fondata intorno al 1000 d. C. Si tratta di uno dei più antichi luoghi di culto dedicati all’Arcangelo Michele e gli attuali custodi sono i padri Rosminiani. Il culto dell’Arcangelo si diffuse e si sviluppò nelle regioni mediterranee in particolare in Italia, dove giunse assieme all’espansione del cristianesimo. Il culto di San Michele approdò in Val di Susa nei secoli V o VI. L’abbazia fu ubicata in uno scenario altamente suggestivo. Dal piano d'ingresso si raggiunge la chiesa attraverso un ampio e ripido scalone dove fino al 1936 erano custoditi alcuni scheletri di monaci, da cui il nome di Scalone dei Morti. Giunti alla sommità dello Scalone si attraversa il Portale dello Zodiaco opera scolpita dal Maestro Nicolao, gli stipiti sono scolpiti a destra con i segni zodiacali e a sinistra con le costellazioni australi e boreali. Il mistero della Sacra affascinò Umberto Eco, che ambientò il suo famosissimo romanzo “Il nome della rosa” all’interno della Sacra, nel 1980. Successivamente, dal libro venne declinato il film, firmato dal regista Jean Jacques Annaud. Eco non riuscì a realizzare il suo immenso sogno di ambientare l’intera pellicola all’interno della Sacra. Questo desiderio svenne spento a causa delle spese economiche che rendevano difficile far soggiornare la troupe in un luogo così inaccessibile. Eco ne rimase amareggiato e ricorse alla creazione delle scene in ambienti ricreati come Cinecittà a Roma o luoghi storici come Castel del Monte in Puglia e la Rocca Calascio in Abruzzo.
Avete mai visto il panorama da lassù?

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