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Leonardo da Vinci in Piemonte: le sue testimonianze.

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Non si hanno molte testimonianze per stabilire quali rapporti avesse Leonardo con il territorio piemontese. Le informazioni che si possono trarre dai suoi scritti sono minime e si prestano a varie interpretazioni, che lasciano molti dubbi. I pochi luoghi della nostra regione citati dalle testimonianze di Leonardo sono: Mombracco, Saluzzo e Monviso. Sembra inoltre che Leonardo da Vinci fu cerimoniere di un nobile matrimonio tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro, dove in tavola venne servito il formaggio Montébore, una delizia prodotta nella provincia di Alessandria per l’appunto a Montebore. Al Museo dell’Auto di Torino è presente una riproduzione in scala 7/10 del carro semovente, antenata dell’automobile moderna, ideato per la prima volta da Leonardo intorno al 1478. L'idea di Leonardo era quella di costruire una macchina in grado di muoversi: per far sì che questo avvenisse dovette munire la macchina di un sofisticato sistema di ruote dentate messe in moto da una coppia di molle in grado di immagazzinare energia utilizzabile a piacimento. La traccia più importante lasciata da Leonardo nel territorio piemontese è rappresentata dal suo Autoritratto. L’opera arrivò nel 1839 nelle mani di Carlo Alberto di Savoia che lo acquistò da Giovanni Volpato, un collezionista dell’epoca. Pare che, oltre all’Autoritratto, il re avesse acquisito da Volpato una consistente raccolta di altre opere, che pagò 50 mila lire piemontesi. Una cifra impensabile per l’epoca, che i Savoia pagarono addirittura a rate. Dopo l’acquisto da parte del re, il disegno rimase a Torino, dove ancora oggi è custodito nella Biblioteca Reale.
Volete vedere il suo meraviglioso autoritratto?

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