Luci d’Artista a Torino: il vestito da festa della capitale sabauda.
Nel 1997 nacque a Torino Luci d’Artista, un’idea che portò il capoluogo sabaudo ad una sublimazione artistica che infiammò il Terzo Millennio di euforia e cultura del Natale. Questo progetto è stato talmente ben accolto e apprezzato che, ogni anno, le luci sono state reinstallate, coinvolgendo chiunque transiti in città, sia nel centro storico che nelle zone più periferiche.Le luminarie vengono accese all’inizio di novembre e rimangono a brillare in città fino alla fine delle festività natalizie. Questa manifestazione accoglie ogni anno numerosi turisti, italiani e stranieri. Le opere d’arte infatti sono creazioni di numerosi e apprezzati artisti contemporanei italiani e stranieri che vestono Torino per l’occasione, come un museo d’arte contemporanea luminoso a cielo aperto.Passeggiando per Torino si possono quindi incontrare diverse opere tra cui “Il volo dei numeri” di Mario Merz, una serie numerica che viene proiettata sul tetto della Mole Antonelliana. Non una serie qualunque, ma la famosa successione di Fibonacci, dove ogni numero è la somma dei suoi due precedenti, quindi 1, 1, 2, 3, 5, 8 e così proseguendo. Altra installazioni importanti e particolari sono “My Noon” di Tobias Rehberger, che ha creato un orologio fatto di cerchi luminosi in grado di scandire il tempo in codice binario o le “Cosmometrie” di Mario Airò che non sono vere e proprie luminarie, ma immagini luminose proiettate in terra. Per la precisione, ciò che viene proiettato nel lastricato di Piazza Carignano non è altro che i disegni esoterici coi quali Giordano Bruno cercò di tradurre in concetti matematici e filosofici, perfetti nella città più magica d’Italia.