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Mai sentito dire "fare una figura da cioccolataio"?

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La tradizione del cioccolato a Torino ci riporta indietro al 1559, anno in cui Emanuele Filiberto di Savoia spostò la capitale da Chambery a Torino e fece arrivare nel capoluogo piemontese i primi semi di cacao. Un piacere per pochi ai tempi, veniva servito alla corte sabauda come bevanda per la merenda pomeridiana e solo in seguito si diffuse a tutta la popolazione, diventando una delle tradizioni culinarie torinesi per eccellenza. E ce lo conferma lo scrittore Alexandre Dumas, in visita a Torino nel 1852, affermando che "tra tutte le buone e belle cose di Torino, non dimenticherò mai l'eccellente bevanda al cioccolato servita in tutti i caffè". Ed è proprio a Torino, oggi una delle più importanti città italiane per la lavorazione del cioccolato, che nascono i primi cioccolatini e lo squisito bicerin, bevanda a base di cioccolato, caffè e latte di cui persino il Conte Camillo Benso di Cavour era ghiotto! E come dargli torto? E proprio al cioccolato è legata una tipica e divertente espressione tutta torinese: "fè na figura da ciculatè" , tradotto in "fare una figura da cioccolataio" ovvero fare una figuraccia. Ma da dove nasce questa curiosa espressione? Cosa avranno combinato mai i cioccolatai per scegliere di associarli alle figuracce? Ce lo racconta lo scrittore, poeta e giornalista Alberto Viriglio nella sua opera "Voci e cose del vecchio Piemonte", pubblicata a Torino nel 1917. Bisogna innanzitutto sapere che, grazie all'enorme successo di questa delizia gastronomica, alcuni maestri cioccolatai di Torino guadagnarono rapidamente fama e tanto denaro, tanto da diventare alcune delle figure più ricche del tempo tra la borghesia. Pare che tra il 1700 e il 1800 ci fosse a Torino un cioccolataio che era solito andare in giro con una carrozza trainata da ben 4 cavalli: ma all'epoca i borghesi della città sabauda si spostavano con carrozze di soli 2 cavalli e sembra che il Duca Carlo Felice si sia risentito della cosa. Convocò dunque il cioccolataio in questione per chiedere di non ostentare più abitudini che si confacevano ai membri della famiglia reale, non certo ai comuni borghesi. Carlo Felice in ogni caso, proprio per evitare di fare brutta figura, richiese una carrozza molto più lussuosa e regale di quella del ricco cioccolataio, affermando "Quando esco in carrozza non voglio fare la figura di un cioccolataio!". A scrivere di cioccolato e cioccolatai a noi è venuta l'acquolina in bocca... ma abbiamo la soluzione! Vi consigliamo di dare un'occhiata qui: Guido Gobino - Missione cioccolato  

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