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Tre Cattive Ragazze: l’ispirazione per “Storie, Fatti e Fattacci”.

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Misteri
“Tre cattive ragazze” è una cronaca del primo Settecento sabaudo che tratta le vicende di tre donne accusate di stregoneria: Clara Riboletto, Caterina Corè e Marianna Muratore. La misteriosa e oscura storia si svolge a Torino nel “bel Settecento” considerato tale solo per chi poteva permetterselo. Vittorio Amedeo II aveva ottenuto la Sicilia e il titolo regio, ma sul sovrano si abbatté una sciagura. Nel 1715 il Principe di Piemonte Vittorio Amedeo Filippo Giuseppe, unico erede maschio, avuto dopo tanta fatica dopo tre figlie femmine, morì a sedici anni. Il re affranto e infuriato iniziò così i processi inquisitoriali per trovare i colpevoli dell’accaduto. In città si mormorava di tre ragazze dedite a parlar coi diavoli, praticare arti magiche e fabbricare fantocci che potevano portare morte alle persone.  Clara sembrava fosse da tempo indemoniata e che appartenesse ad una setta, detta "della Professione". Caterina aveva firmato patti di sangue e maritato uno di questi assatanati, mentre Marianna si era trovata coinvolta in queste amicizie pericolose senza volerlo. Clara fu la principale indiziata ed era terrorizzata dalla detenzione a Miolans, “la terribile prigione dei Savoia”. Era una povera epilettica a cui gli inquisitori non avrebbero mai creduto, ma l’unico obiettivo che li ossessionava era quello di giungere a una condanna. Anche le sue compagne, Caterina e Marianna, furono considerate delle povere isteriche. Caterina narrava dei propri incontri con il diavolo e in questi momenti di totale confusione confessò quello che volevano gli inquisitori. Le vicende si ripetono per Marianna, la “bastarda” di Villafranca Piemonte, ma fu rimessa da ogni tipo d’ammenda e in seguito, non si ebbero più notizie di lei. Durante le sue narrazioni, fece delle affermazioni sulla Riboletto. Diceva che Clara non amava il Re, che egli era ingiusto e che “meglio sarebbe stato alla casa del diavolo che bruciare come legna al fuoco”. Queste parole furono pesanti e divennero macigni di condanna per le due ragazze, anche senza prove dirette e inconfutabili. Verso l’inizio dell’autunno del 1717 si incominciò ad intravedere il finale del percorso giudiziario riguardante le tre cattive ragazze. A questo punto il re, costantemente informato della situazione, si rese conto di quanto la morte del suo prediletto figliolo fosse costato alle casse dello Stato e... Siete curiosi di sapere come va a finire?

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