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Un gioiello barocco ignoto: la Cappella dei Mercanti.

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Giornalmente centinaia di persone passeggiano lungo via Garibaldi, chi per fare quattro passi, chi per prendere un gelato, chi per altri motivi. Ebbene, quante di queste persone avranno notato che al numero 25 della suddetta via si nasconde un vero e proprio gioiello torinese? Stiamo parlando della bellissima, ma sconosciuta a molti, Cappella dei Mercanti, Negozianti e Banchieri, più semplicemente nota come Cappella dei Mercanti. Situata a pochi passi da Piazza Castello, uno dei centri nevralgici di Torino, questo capolavoro barocco fu eretto nel 1692 al fine di fornire appunto alla congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti della città un luogo allo stesso tempo d’incontro e di culto. La cappella non gode di un’importante notorietà a causa della sua posizione sfavorevole, seppur centrale. Essa non è facilmente visibile dall’esterno e ciò gioca a sfavore della struttura. Una volta superato “Lo sforzo” dovuto all’individuazione, il visitatore viene ripagato appena varcata la soglia d’entrata. All’interno gli occhi possono bearsi della vista di svariati dipinti, affreschi e decorazioni risalenti per la maggior parte al XVII e XVIII secolo. Appena si alza lo sguardo la prima meraviglia che risalta all’occhio è sicuramente il soffitto affrescato raffigurante il Trionfo del Paradiso. L’affresco è stato eseguito da Stefano Maria Legani, chiamato anche “Il Legnanino”, artista barocco che ha realizzato affreschi anche a Palazzo Carignano. In primo piano spiccano soprattutto le figure del Padre, e del Figlio, in secondo piano sono rappresentati personaggi riguardanti il Vecchio e il Nuovo Testamento. Mozzafiato sono i 12 affreschi Settecenteschi, dipinti da altrettanti pittori, ispirati all’Epifania, tematica tanto cara alla Congregazione. Periodicamente una volta all’anno, proprio il 6 gennaio, in questa stessa Cappella la Congregazione, ufficializzando l’investitura di nuovi congregati, celebra la propria festa annuale. Degni di nota sono sicuramente anche gli arredi in legno, quali panche, cantoria e organo, quest’ultimo in autentico legno del 700. Curioso, inoltre, è il cosiddetto “Libro d’Oro”. Posizionato al centro dell’altare di marmo, raccoglie le firme di tutti i compagni che hanno fatto e fanno tutt’ora parte della congregazione. All’interno della sacrestia viene gelosamente custodito un altro tesoro: il celebre Calendario Meccanico Universale. Realizzato da Giovanni Amedeo Plana, astronomo piemontese di fama mondiale, è composto essenzialmente da legno e carta. Pur risalendo a circa 150 anni fa, esso permette di calcolare un arco temporale di 4000 anni (a partire dall’anno zero). Tale misurazione terrebbe addirittura in considerazione il calcolo di maree, cicli lunari, giorni della settimana e ricorrenti festività. Nel 2015 è iniziato un programma di restauro, inserito in un progetto di valorizzazione degli edifici sacri di Torino, che ha compreso in particolar modo la volta, le pareti, le statue lignee e la cantoria. Questo progetto ha interessato non solo la parte architettonica, ma soprattutto l’attività di recupero del patrimonio turistico che l’edificio offre, valorizzandolo al meglio in modo tale che non solo i turisti ma i torinesi stessi potessero imparare e conoscere qualcosa di nuovo sulla propria città. I lavori di restauro si sono conclusi nel 2016, da allora la fama della Chiesa cresce giorno dopo giorno, nonostante la Cappella possa essere visitata solo in rare occasioni. Entriamo insieme in una di queste?

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