Un tuffo nel passato nel Carcere Le Nuove.
Le Nuove è un complesso carcerario che venne edificato tra il 1857 e il 1869 ad opera dell’architetto Giuseppe Polani, sotto il regno di Vittorio Emanuele II, per sostituire le varie carceri della città, strutture sì numerose ma anche inadeguate. L’edificio venne progettato dal suo architetto come carcere ad isolamento totale, organizzato in modo tale che ogni detenuto avesse la propria cella, non consentendogli contatti con gli altri.Le celle erano in tutto 648, caratterizzate da un’unica finestra posizionata in alto a forma di “bocca di lupo” per far sì che il detenuto riuscisse a vedere solo il cielo. Lo schema del carcere era a doppia croce, in modo da consentire contemporaneamente il controllo di tutti i corridoi. La superficie complessivamente occupata era di 37.634 metri quadri, circondata da mura alte cinque metri, con quattro torricelle, tredici bracci, di cui alcuni finalizzati ad accogliere i condannati a morte, sei cortili per il passeggio e due cappelle, una per gli uomini e l’altra per le donne.Il carcere inizialmente era destinato agli imputati e ai condannati con pene non superiori ad un anno. Ma poi cominciò ad ospitare criminali di ogni tipo: antifascisti, partigiani, deportati, ebrei e fascisti, ma anche mafiosi, terroristi, tangentisti. Durante il fascismo furono tanti i dissidenti politici e gli oppositori ad essere rinchiusi in questa struttura, ma l’edificio divenne anche luogo di cruente torture di partigiani ed ebrei da parte delle SS del Terzo Reich, che presero possesso di una parte del carcere.Il primo direttore del carcere avviò un programma didattico volto a tenere delle lezioni, che venivano svolte in chiesa da parte di volontari dell’Arciconfraternita, che utilizzavano le cellette progettate per la partecipazione individuale alle funzioni religiose. La struttura non subì modifiche importanti dalla sua fondazione fino a quando, con la caduta del fascismo, le cose cambiarono. Vennero ampliate le finestre delle celle, venne istituito un asilo nido per i figli delle detenute e venne avviata la restaurazione degli spazi comuni; in seguito vennero anche abbattuti i muri dei cortili che andarono a formare così un grande spazio comune, utilizzato per dei corsi professionali. Successivamente, con la legge della riforma penitenziaria vennero apportate delle migliorie alle celle, rendendole così più a misura d’uomo, con ad esempio l’installazione di termosifoni, gabinetti ecc.Dagli anni’80 il carcere venne sostituito da un nuovo penitenziario, ma parte della sua struttura è rimasta aperta per l’accoglienza di detenuti in semilibertà e utilizzata per la formazione degli Agenti di Custodia della Polizia Penitenziaria. Oggi Le Nuove, dopo essere stato oggetto di restauro, è diventato luogo di memoria, di visite guidate ed eventi culturali.Volete entrare nel carcere in apertura serale esclusiva solo per noi?